r/italy • u/sr_local • 29m ago
Società Il rapporto Istat sul benessere 2025: dei 132 indicatori per cui è possibile il confronto con l’anno precedente, 54 migliorano, 55 stabili e 23 peggiorano, evidenziando un generale avanzamento del benessere.
È un documento lungo, esaustivo ed interessante che si trova qui: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/10/Nota-stampa-BES-2026.pdf
Punti chiave:
La mappa del benessere conferma la tradizionale spaccatura tra Centro–Nord e Mezzogiorno
Il Friuli-Venezia Giulia e le due Province Autonome presentano, in almeno 10 sui 12 domini di benessere, valori medi superiori al valore dell’Italia. All’opposto, Campania, Puglia e Calabria hanno, in almeno 10 dei 12 domini, valori medi peggiori rispetto al riferimento nazionale
Nel lungo periodo il quadro risulta ancora più positivo: oltre la metà degli indicatori migliora (70 su 133 per cui è possibile il confronto di lungo periodo), 24 peggiorano, mentre per 39 indicatori non è possibile stabilire una tendenza univoca. Il rischio di povertà colloca l’Italia in una situazione peggiore rispetto alla media europea (+2,3 punti percentuali). Anche l’indicatore relativo alla grande difficoltà ad arrivare a fine mese e la disuguaglianza del reddito disponibile pongono l’Italia in svantaggio. Al contrario, il sovraccarico del costo dell’abitazione e la grave deprivazione materiale e sociale collocano l’Italia su livelli relativamente migliori rispetto a quelli europei. Il confronto con l’Europa (media UE27), basato su 40 indicatori, evidenzia una situazione più favorevole per l’Italia per 12 indicatori e meno favorevole per 18. L’Italia mostra i risultati migliori nei domini della Salute, della Sicurezza e per alcuni indicatori sull’Ambiente; le maggiori criticità nei domini dell’Istruzione e formazione, del Lavoro e conciliazione dei tempi di vita e dell’Innovazione, ricerca e creatività
Oltre 5,4 milioni di persone in povertà assoluta nel 2025: si conferma più difficile la condizione delle famiglie numerose e di quelle con almeno un figlio minore. Nel 2025 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono l’8,0% sul totale delle famiglie residenti
Le quote di persone con almeno il diploma e di laureati sono inferiori rispettivamente di 14,2 e 13,7 punti percentuali rispetto alla media europea, con divari leggermente più accentuati tra gli uomini. Valori inferiori all’UE27 si registrano anche per le competenze digitali almeno di base (54,3%; 60,4% UE27) e la quota di giovani che non lavorano e non studiano (Neet) resta superiore alla media europea(13,3%; 11,0% UE27).
Il tasso di occupazione è inferiore di 8,5 punti percentuali rispetto alla media europea, con un divario particolarmente ampio tra le donne (-13,3 punti contro -3,8 per gli uomini)